Culture e civiltà lontanissime a due passi dalla tour Eiffel: è il musée du quai Branly

Un viaggio in giro per il mondo, attraverso quattro continenti. vado a coprare il biglietto al Museo du quai BranlyUn percorso al di là di mari e oceani alla scoperta di usi e costumi di culture più o meno lontane.

Questo e molto altro è il museo du quai Branly a Parigi, dove sono stato qualche giorno fa per dare forma alle parole che chi ci era già stato mi aveva detto.

Devo dire che la parola viaggio è perfetta per descrivere l’esperienza che si vive camminando per il museo inaugurato nel 2006 su iniziativa dell’allora presidente della Repubblica Jacques Chirac.

Come arrivarci: C’è la linea 9 della metro dall’altra parte della Senna, dove arriva anche la RER C. Tieni conto che la fermata Ecole Militaire della linea 8 è a un km e trecento metri. Dove si trova.

A due passi dalla tour Eiffel, il museo du quai Branly, che prende il nome da quella porzione di lungo Senna, presenta le civiltà e le arti d’Africa, d’Asia, dell’Oceania e delle Americhe, attraverso circa 3500 opere esposte secondo la provenienza geografica.

Prima di entrare al Musée du quai Branly mi appare la Tour EiffelEntrato al 37 del quai Branly eccomi a passeggiare per un piacevole giardino che mi accompagna alla biglietteria che precede di qualche metro l’ingresso. Faccio qualche passo e rimango colpito dalla maestosità della tour Eiffel che fa da sfondo al mio percorso: che bella sorpresa. Informazione di servizio: vuoi lasciare il cappotto o la borsa? Il guardaroba è al piano di sotto, dove trovi anche i bagni.

A questo punto sono pronto per visitare il museo e la sua mostra permanente. C’è una rampa che sale. Bisogna imboccarla e percorrerla fino alla fine, salendo, di fatto, al secondo piano. Il cammino si affaccia sulla Riserva degli Strumenti musicali, che ospita circa 9.000 strumenti.

Eccomi arrivato nell’immensa sala espositiva. La luce è più tenue e attorno a me si affacciano teche e sculture di differenti dimensioni e materiali. Rimango colpito e stupito dalla dimensione dello spazio e dalla quantità di oggetti un altare funebre nell'area Oceaniae colori che vedo attorno a me. Chiedo alla ragazza del museo come funziona il percorso e cosa vedrò in quello spazio. Mi spiega che la visita prevede un percorso circolare che attraversa le quattro differenti aree, ognuna delle quali espone opere, utensili e l’artigianato di quattro continenti: Oceania, Asia, Africa e Americhe. Ringrazio e parto per il viaggio più lungo della mia vita.

Leggo che ciò che vedo in Oceania è il frutto di viaggi e scoperte effettuati soprattutto tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Ma anche i viaggi scientifici del XX secolo sono stati forieri di reperti e scoperte. Alla base di tutto c’è ovviamente la colonizzazione, e la Francia non ha nulla da imparare su quel fronte. Rimango colpito da una specie di altare dietro cui mi appaiono altissimi totem in legno. Lungo le pareti parecchi monitor raccontano gli usi e i costumi

delle varie popolazioni dell’Oceania e la provenienza di tutti questi manufatti. Camminando mi imbatto in una scultura in legno di una figura umana con le braccia alzate e le gambe piegate e aperte. Scopro che si tratta di una donna primordiale che veniva appesa all’interno delle abitazioni cerimoniali o nelle case dei capi clan. Sono centinaia gli oggetti che colpiscono la mia attenzione e curiosità: una scatola di pietra a forma di uomo, sculture in pietra di diverse taglie, sedie impensabili… Trovo anche alcuni dipinti.

passeggiando per la zona asiatica del Musée du quai BranlyContinuando a camminare mi ritrovo in Asia. Stesso stupore e anche qua un sacco di oggetti, statue, abiti e manufatti strabilianti. Bellissima una statuetta siberiana utilizzata dagli sciamani per i rituali che li mettevano in contatto con le forze occulte della natura. E poi tappeti colorati. Rimango colpito da una specie di barella con delle grosse strutture in legno, da cui pendono tappeti colorati. Scopro che si tratta di una sorta di sella per cammello, che le donne e i bambini delle famiglie dei capi usavano per viaggiare nel deserto, comodamente, proteggendosi dal sole. Mi trovo qua nel deserto dell’Arabia settentrionale.

L’Africa mi stupisce un po’meno. È il continente più vicino a noi e poi la conosciamo meglio. Lo stupore diminuisce, ma la bellezza degli oggetti esposti è sempre notevolissima.Sedia del re, nell'area Africa C’è per esempio una saliera in avorio del XIV secolo. Di fatto è una scultura che raffigura soldati che sorreggono una sfera sopra cui si riconosce una caravella con qualche marinaio. Ci sono poi alcuni tappeti coloratissimi e statue meravigliose. Un manufatto su tutti che cattura la mia attenzione è una sorta di trono in legno che poggia la seduta su due strati di forme umane. Nella parte più bassa una decina di uomini sorreggono una piattaforma su cui quattro donne, due per lato, affiancano il “sovrano” seduto al centro sovrastato da un ombrellone. Questo, insieme alle teste delle donne funge da sostegno alla piattaforma superiore, che è la seduta vera e propria. Stupendo!

E infine eccomi nella zona delle Americhe. Il percorso è suddiviso in due macrozone: una riguarda le Americhe dal XVII secolo ad oggi e l’altra ci mostra la cultura di quell’area prima della dominazione spagnola e in generale dell’invasione europea. Ci sono dei costumi meravigliosi e coloratissimi, totem di legno, oggetti da cucina, costume americano al musée du quai Branlymaschere e indumenti molto particolari.

Oltre a questa mostra permanente il museo ospita spesso anche esposizioni temporanee. Ti consiglio di dare un’occhiata al sito del museo per avere più informazioni: http://www.quaibranly.fr/fr/

Mi è molto piaciuta la visita a questo museo. Se ti piacciono gli oggetti pregni di storia ed anima e non sei indifferente alle altre culture, questo spazio fa proprio per te. Te lo consiglio caldamente. È un luogo ideale anche per i bambini che avvicinano il diverso con semplicità, vedendo oggetti simpatici e affascinanti.

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Dove andare a Parigi: Dove si trova il Museo:

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